Flussi migratori, serve una linea d’azione che coniughi rigore ed esigenze umanitarie

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In un’audizione al Comitato Schengen, il ministro Cancellieri ha fatto il punto su politica europea in materia di controllo delle frontiere esterne, cooperazione con i Paesi terzi e Sistema comune europeo di asilo. Illustrati i dati su regolarizzazione e sbarchi.

Flussi migratori

 «L’Italia ha richiesto l’attivazione di misure d’urgenza ribadendo la propria, consolidata, posizione sulla necessità di una politica europea, in materia di controllo delle frontiere esterne dell’Unione, che tenga in debito conto le peculiarità dei Paesi della sponda nord del Mediterraneo, maggiormente esposti al fenomeno migratorio». Lo ha detto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, nel corso di un’audizione oggi al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia d’immigrazione, a palazzo San Macuto, sede del Senato della Repubblica.

Quanto al rafforzamento della governance di Schengen, il ministro si è detta convinta che debba realizzarsi «nel quadro di un disegno complessivo e calibrato, in grado di prevedere strumenti di risposta flessibili alle diverse tipologie di sollecitazioni, cui può essere sottoposta una grande area di libera circolazione come quella europea».

Una delle priorità strategiche, secondo la titolare del Viminale, per fronteggiare la crescente pressione migratoria, in prevalenza dal Nord Africa, è il «potenziamento della cooperazione con i Paesi terzi di origine e di transito dei migranti», incentivando «la conclusione di accordi di riammissione» e, più in generale, sviluppando «il dialogo con i Paesi del Mediterraneo meridionale, anche in vista della definizione di partenariati di mobilità e dei programmi regionali di protezione».
«Siamo molto preoccupati per la situazione in Siria – ha aggiunto, parlando del rischio di «una nuova emergenza».

Dati alla mano, il ministro ha riferito che sono 8.884 i migranti finora sbarcati sulle coste italiane nel 2012, a fronte dei 62.692 dello scorso anno, spiegando che «anche se siamo lontani dai dati numerici che hanno caratterizzato le fasi più acute dell’emergenza, la tragedia che si è consumata nelle acque di Lampedusa lo scorso 6 settembre conferma, tuttavia, che ci troviamo di fronte ad un fenomeno che non può non interrogare le nostre coscienze e spingerci ad osservare una linea d’azione che tenga conto dell’esigenza di rigore come di quella umanitaria».

Sulla necessità di creare un Sistema comune europeo di asilo, Cancellieri ha precisato che «l’obiettivo che l’Unione Europea intende realizzare è la creazione di un’area comune di protezione e solidarietà, basata su una procedura standard di richiesta d’asilo e su uno status uniforme a favore di coloro cui è stata garantita la protezione internazionale». «Per rafforzare la cooperazione degli Stati membri dell’Unione Europea – ha proseguito – è stato istituito l’Ufficio europeo di supporto in materia di asilo, la cui attività è iniziata nella primavera del 2011».

Un cenno anche al sistema di asilo in Italia che, grazie ad un nuovo sistema di automazione delle numerose istanze per il riconoscimento della protezione internazionale, solo nel periodo dal 1° agosto 2011 al 31 agosto di quest’anno, ha trattato oltre 32.000 domande.

Illustrando, infine, i dati relativi alla procedura di emersione del rapporto di lavoro irregolare a favore di lavoratori stranieri, il ministro ha riferito che sono 24.500 le domande finora pervenute.
Dal 15 settembre al 15 ottobre i datori di lavoro hanno, infatti, la possibilità di regolarizzare i dipendenti stranieri impiegati irregolarmente, presenti in Italia almeno dal 31 dicembre 2011, adempiendo ad una serie di obblighi previsti sul fronte retributivo, contributivo e fiscale.
«Turismo, edilizia e agricoltura – ha rilevato Cancellieri – sono i settori in cui è maggiore la presenza degli irregolari.
Senza dimenticare coloro che svolgono lavori domestici presso le famiglie. Sono proprio questi ultimi – ha aggiunto – a far registrare i numeri più elevati: delle oltre 24.500 istanze finora pervenute, circa 22.000 riguardano collaboratori familiari, che si dedicano in prevalenza all’assistenza delle persone».
«Siamo molto rigorosi – ha assicurato Cancellieri – sulle procedure di emersione. Non dovrà essere una sanatoria, abbiamo dato circolari precise alle prefetture».

Fonte: Ministero dell’Interno

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