Gli altri discutono, ma lui non ha paura di dare la sua casa a 7 rifugiati

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Nella notte del 19 aprile 2015, c’è stata un’altra strage degli immigrati che cercavano di raggiungere l’Europa tramite la traversata del Mediterraneo. Dopo questa ennesima strage, tutti ne hanno parlato, alcuni hanno condannato l’accaduto, gli altri si sono rallegrati sui social network affermando che il mare ha fatto ciò che avrebbero fatto con altri mezzi come i bombardamenti dei barconi carichi dei migranti in arrivo verso l’Italia. 

Nell’era dell’internet, è più facile capire cosa la gente pensa su tutto ciò che succede intorno a noi, specialmente quando si tratta d’un tema che coinvolge tutta l’attenzione del pubblico come l’immigrazione. Dopo il recente naufragio di oltre 700 migranti nel Mediterraneo, il web ha messo a nudo i pensieri di tanti, gente comune e politici. Qualcuno non si è neanche vergognato di augurare buon appetito ai pesci che si sono cibati dei migranti che sono morti nel mare e di cui hanno soltanto trovato circa 24 corpi su oltre 700 affogati quando il barcone su cui viaggiava si è rovesciato. Guardate:

Daniele Cangini: Immigrati affogati nel Mediterraneo hanno messo a nudo il razzismo e xenofobia in Italia

Tra i personaggi pubblici non possiamo non ricordare il coraggio del cantante Gianni Morandi che ha affermato che anche gli italiani hanno avuto un periodo in cui sono emigrati andando in altri paesi che li hanno accolti, non perché erano i più bravi nemmeno i più belli, ma perché questi paesi avevano senso della dignità e del rispetto della vita e diritto di ogni uomo. Ricordando questo, Gianni Morandi ha visto piovere una pioggia d’insulti e minacce dei razzisti e xenofobi di prima categoria. Ricordiamo che la risposta infelice di Matteo Salvini, in quanto segretario della Lega Nord avrebbe preferito un sostegno di Morandi per bombardare i barconi carichi di migranti, invece di proporre di accoglierli degnamente.

Matteo Salvini contro Gianni Morandi sull'accoglienza degli immigrati e profughi in Mediterraneo

Finalmente, ci sono dei buoni esempi da seguire

Dopo avere menzionato alcuni esempi di come alcune persone hanno manifestato la loro gioia alla morte dei migranti, è dovere nostro anche non fare tutta l’erba un fascio. Ci sono delle persone che fino ad oggi accettano anche d’investire i loro soldi e le loro case per soccorrere ed accogliere gli immigrati quanto riescono ad arrivare in Europa vivi.

Harald Höppner paga la nave per salvare gli immigrati in Mediterraneo
Harald Höppner




Il primo esempio da segnalare è d’un imprenditore tedesco Harald Höppner che ha  deciso di comprare una nave per aiutare a segnalare e soccorrere le barche in difficoltà. La nave è stata chiamata “Sea Whatch” per essere un occhio di soccorso e segnalazione per salvare le vite umane. Harald non si dimentica la storia recente del suo paese, la Germania:

Per me quelle persone che fuggono dai paesi africani in guerra e che rischiano la vita attraverso il mare per raggiungere le coste europee sono come quei mie connazionali che al tempo delle due Germanie fuggivano dalla DDR (Deutsche Demokratische Republik) per arrivare in Occidente: molti di loro sono porti tentando di superare quel muro di cemento e di filo spinato tra Berlino Est e Berlino Ovest, rischiando la vita“. Fonte: Haffingtonpost.it

L’altro esempio buono da segnalare è di Romano Busdraghi, 82 anni di Venturina. Ha deciso di ospitare 7 rifugiati in un suo appartamento. Una scelta arrivata con l’adesione a un progetto di una cooperativa rivolto ai profughi. “Ho fatto quello che fecero i miei genitori durante la Seconda guerra mondiale. Ricordo ancora quel pane condiviso con una ragazzina da noi ospitata. Ormai anche lei è vecchietta”.

Romano Busdraghi e la moglie Luana offrono la loro casa per l'accoglienza degli immigrati rifiugiati
Romano Busdraghi e la moglie Luana

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«Tutta la storia della mia famiglia è stata segnata dall’emigrazione – racconta – i miei bisnonni arrivarono sulla costa da Firenze con cinque figli e morirono giovani per colpa della malaria; i miei nonni hanno vissuto nell’indigenza per anni. I miei genitori, che erano contadini, trovarono spazio nel casolare dove vivevamo per ospitare gli sfollati da Piombino che veniva bombardata. Io non potevo fare altro che raccogliere l’appello della cooperativa Odissea di Lucca e aiutare questi poveretti che sono scappati dalla fame e dal conflitto». Ovviamente alla cooperativa lui ha accettato di abbassare l’affitto per potere dare ospitalità questi ragazzi che ormai stanno diventando i suoi amici.

Ecco gli esempi delle persone per bene che vorremo sentire dare la testimonianza in televisione su come l’accoglienza è possibile per favorire la vera integrazione anche dei rifugiati che riescono ad attraversare questo mare ormai diventato cimitero di tanti.

Fonte: Il Tirreno

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