8 NOVITÀ E PROPOSTE RECENTI SU PERMESSI DI SOGGIORNO E IMMIGRAZIONE IN ITALIA

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Il 2025 è stato un anno particolarmente intenso sul fronte dell’immigrazione e dei permessi di soggiorno in Italia. Tra decreti legge approvati, nuove restrizioni, semplificazioni procedurali e proposte politiche ancora in discussione, il quadro normativo è diventato più complesso e, allo stesso tempo, più delicato per migliaia di cittadini stranieri che vivono, lavorano o intendono stabilirsi in Italia.

In questo articolo facciamo chiarezza sulle novità realmente in vigore e sulle proposte annunciate nel 2025, distinguendo i fatti dalle dichiarazioni politiche, con riferimenti a fonti ufficiali istituzionali (Ministero dell’Interno, Gazzetta Ufficiale, Parlamento, ANSA, etc).

Novità 2025 in materia di permesso di soggiorno ed immigrazione in Italia
Novità 2025 in materia di permesso di soggiorno ed immigrazione in Italia

Il provvedimento centrale del 2025 è il Decreto-legge 3 ottobre 2025, n. 146, recante disposizioni urgenti in materia di ingresso regolare dei lavoratori stranieri e di gestione dei procedimenti di soggiorno.

Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore immediatamente, incidendo in modo diretto sul Testo Unico sull’Immigrazione (d.lgs. 286/1998).

✔ Possibilità di lavorare durante il rinnovo o la conversione del permesso
Viene rafforzato il principio secondo cui lo straniero che ha presentato regolare domanda di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno può soggiornare e lavorare legalmente in Italia nelle more della definizione della pratica, purché in possesso della ricevuta.

✔ Permessi per vittime di sfruttamento: durata estesa
La durata dei permessi rilasciati alle vittime di tratta e grave sfruttamento lavorativo passa da 6 a 12 mesi, favorendo percorsi di tutela, inserimento sociale e lavorativo.

✔ Ricongiungimento familiare: tempi più lunghi per il nulla osta
Il termine massimo per il rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare viene esteso da 90 a 150 giorni, riconoscendo le difficoltà operative degli Sportelli Unici per l’Immigrazione.

✔ Procedure più digitali e precompilate
Il decreto consolida l’utilizzo delle piattaforme telematiche del Ministero dell’Interno, in particolare per le domande di nulla osta al lavoro e per le pratiche legate al Decreto Flussi.

Nel 2025 il Governo ha definito la programmazione pluriennale degli ingressi per lavoro attraverso il Decreto Flussi 2026–2028, che rappresenta la base per il rilascio dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, stagionale e in alcuni casi autonomo.

Cosa cambia in concreto

  • Conferma del meccanismo delle quote per settori (agricoltura, turismo, edilizia, assistenza familiare, ecc.).
  • Rafforzamento delle procedure telematiche e del sistema di precompilazione delle domande.
  • Termine indicativo di 30 giorni per il rilascio del nulla osta al lavoro, salvo sospensioni o richieste istruttorie.

👉 Per molti datori di lavoro e lavoratori stranieri, il Decreto Flussi resta lo strumento principale (e spesso l’unico) per ottenere un permesso di soggiorno per lavoro. In questo video abbiamo parlato di alcune di queste novità:

Tra le novità più rilevanti emerse nel 2025 in materia di Decreto Flussi e permessi di soggiorno per lavoro, vi è l’ampliamento delle categorie ammesse fuori quota, con particolare attenzione al settore dell’assistenza familiare.

Babysitter e assistenza a disabili e grandi anziani fuori quota

Il Governo ha confermato e rafforzato la possibilità di presentare domande di nulla osta al lavoro fuori dalle quote annuali per specifiche figure del lavoro domestico e di cura, in particolare:

  • babysitter impiegate nell’assistenza a minori;
  • lavoratori e lavoratrici addetti all’assistenza familiare di persone con disabilità;
  • assistenza a grandi anziani non autosufficienti.

Queste domande non rientrano nel limite numerico delle quote del Decreto Flussi, proprio per rispondere a un bisogno strutturale del sistema sociale italiano, legato all’invecchiamento della popolazione e alla carenza di personale nel lavoro di cura.

Dal punto di vista pratico, ciò significa che il datore di lavoro può presentare la richiesta di nulla osta anche al di fuori dei click day, seguendo le procedure stabilite dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, senza competere con le migliaia di domande soggette a quota.

👉 Si tratta di una novità di grande rilievo, perché offre una via di ingresso più stabile e meno incerta per ottenere un permesso di soggiorno per lavoro subordinato nel settore domestico, riducendo la pressione sul sistema delle quote e aumentando le possibilità di regolarizzazione.

Un’ulteriore novità rilevante emersa nel 2025 riguarda l’ingresso in Italia di cittadini stranieri che abbiano seguito percorsi di formazione civico‑linguistica direttamente nel Paese di origine.

Di cosa si tratta, quando si parla di formazione nel paese di origine?

Il legislatore ha rafforzato il principio secondo cui la formazione preventiva – in particolare:

  • conoscenza di base della lingua italiana;
  • nozioni fondamentali di educazione civica, diritti e doveri;
  • elementi essenziali sull’ordinamento e sul mondo del lavoro in Italia;

può costituire un canale preferenziale per l’ingresso regolare nel territorio italiano, soprattutto nell’ambito dei flussi di ingresso per lavoro.

Questi percorsi formativi vengono organizzati nei Paesi di origine, spesso in collaborazione con enti accreditati, organismi internazionali o strutture collegate ai programmi di cooperazione e ai fabbisogni occupazionali italiani.

Perché la formazione nel paese di origine è una novità importante?

L’obiettivo dichiarato è duplice:

  • favorire un’integrazione più rapida e consapevole dei lavoratori stranieri una volta arrivati in Italia;
  • ridurre il rischio di sfruttamento lavorativo e irregolarità, grazie a una maggiore conoscenza delle regole già prima dell’ingresso.

Per chi completa con successo la formazione civico‑linguistica nel Paese di origine, l’accesso alle procedure di ingresso può risultare più agevole e strutturato, anche attraverso canali programmati collegati al Decreto Flussi.

Attenzione: cosa cambia e cosa no

È importante chiarire che:

  • la formazione civico‑linguistica non sostituisce automaticamente i requisiti previsti dalla legge per il rilascio del visto o del permesso di soggiorno;
  • rappresenta però un elemento qualificante e sempre più valorizzato nelle politiche di ingresso regolare.

👉 Questa misura si inserisce in una strategia più ampia che punta a spostare la gestione dell’immigrazione prima dell’ingresso in Italia, investendo sulla preparazione dei lavoratori nei Paesi di origine.

🧠 1. Chi può accedere a questo canale e perché è importante

Secondo l’art. 23 del Testo Unico sull’Immigrazione (d.lgs. 286/1998), così come aggiornato dai provvedimenti più recenti, cittadini stranieri che:

🔹 sono residenti all’estero (o apolidi / rifugiati nei Paesi di prima accoglienza),
🔹 hanno completato con successo un percorso di formazione professionale e civico-linguistica nel loro paese di origine
possono fare ingresso in Italia per lavoro subordinato al di fuori delle quote del Decreto Flussi, purché ci sia una richiesta nominativa di assunzione da parte di un datore di lavoro italiano.

📅 2. Entro quanto tempo va richiesta la domanda di visto

La tempistica ufficiale per la presentazione della domanda di visto di ingresso dopo aver completato la formazione nel Paese di origine è stata disciplinata in più modi:

🟢 Regola generale

Per i percorsi di formazione civico-linguistica e professionale riconosciuti ai sensi dell’art. 23:
➡️ la domanda di visto deve essere presentata entro 6 mesi dalla conclusione del corso di formazione, e deve essere accompagnata dalla conferma di disponibilità ad assumere da parte del datore di lavoro italiano. Integrazione Migranti

Questa scadenza è quella prevista di base per questi programmi, ed è ribadita nelle FAQ ufficiali ministeriali. Integrazione Migranti

🟡 Estensione sperimentale fino a 12 mesi

Con le modifiche più recenti introdotte nel corso del 2025 (in particolare tramite il D.P.C.M. di programmazione dei flussi di ingresso 2026–28), è stata prevista un’estensione sperimentale del termine per presentare la domanda di visto fino a 12 mesi, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2027.

👉 In pratica:
✔ Se il corso è completato entro il termine tradizionale di 6 mesi, si utilizza quel termine;
✔ se il termine di 6 mesi è ormai vicino alla scadenza, la nuova estensione può consentire fino a 12 mesi totali per fare domanda, purché il corso sia stato effettivamente concluso e rientri nelle attività previste nell’ambito dei programmi di formazione riconosciuti dallo Stato italiano e collegati ai fabbisogni occupazionali.

Nel corso del 2025 è tornata nel dibattito pubblico l’idea di un permesso di soggiorno “a punti”, avanzata da Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture.

Di cosa si tratta quando si parla di permesso di soggiorno a punti?

Secondo le dichiarazioni pubbliche, il permesso di soggiorno dovrebbe funzionare in modo analogo alla patente a punti:

  • attribuzione iniziale di un certo numero di punti;
  • perdita di punti in caso di reati, violazioni gravi o mancato rispetto delle regole;
  • possibile revoca o mancato rinnovo del permesso al raggiungimento di una soglia minima.

Stato attuale sulla revoca del permesso di soggiorno

⚠️ È fondamentale chiarirlo:
nel 2025 NON esiste alcuna legge, decreto o testo normativo ufficiale che introduca il permesso di soggiorno a punti in Italia.

Si tratta esclusivamente di una proposta politica emersa tramite dichiarazioni e interviste, senza un iter parlamentare concluso. ASCOLTA MATTEO SALVINI IN QUESTO VIDEO LANCIANDO LA PROPOSTA DEL PERMESO DI SOGGIORNO A PUNTI:

Accanto al permesso di soggiorno a punti, nel 2025 è stata rilanciata anche l’idea di introdurre un esame di educazione civica come requisito per il rilascio o il mantenimento del permesso di soggiorno.

Cosa prevede la proposta

L’ipotesi avanzata prevede:

  • una verifica delle conoscenze di base sulla Costituzione italiana,
  • i diritti e doveri fondamentali,
  • le regole della convivenza civile e dell’ordinamento dello Stato.

Quale è la differenza tra l’accordo di integrazione e la nuova proposta di esame di educazione civica?

È importante distinguere:

  • l’Accordo di integrazione (già esistente da anni), che prevede crediti formativi;
  • dalle nuove proposte politiche, che ipotizzano un vero e proprio esame formale collegato al soggiorno. ALTRI CHIARIMENTI SONO IN QUESTO VIDEO:

👉 Anche in questo caso, nel 2025 non è stata approvata alcuna norma che introduca un nuovo esame obbligatorio di educazione civica per il permesso di soggiorno.

Il tema del ricongiungimento familiare è uno di quelli che ha subito le maggiori restrizioni nel 2025.

Le principali novità e indirizzi restrittivi

  • Controlli più rigorosi sui requisiti di reddito, con verifiche approfondite sulla stabilità economica del richiedente.
  • Maggiore attenzione alla idoneità alloggiativa, con controlli incrociati tra Comuni e Prefetture.
  • Rafforzamento delle verifiche sulla residenza legale e continuativa del familiare richiedente.
  • Allungamento dei tempi procedurali, anche a causa dell’estensione a 150 giorni per il rilascio del nulla osta. GUARDA QUESTO VIDEO PER ALTRI DETTAGLI:

Queste misure rendono il ricongiungimento familiare più complesso e meno automatico, aumentando il rischio di rigetti per motivi formali o documentali.

Nel 2025 il Ministero dell’Interno ha ribadito l’obiettivo di una progressiva digitalizzazione delle pratiche di immigrazione:

  • uso sempre più centrale di SPID e CIE;
  • monitoraggio online delle domande;
  • riduzione (almeno teorica) della documentazione cartacea.

👉 Tuttavia, nella pratica quotidiana di Questure e Sportelli Unici, persistono ritardi, disomogeneità territoriali e blocchi delle piattaforme, come spesso documentiamo anche sul nostro canale YouTube.

In conclusione, il 2025 segna un passaggio importante per chi vive in Italia con un permesso di soggiorno:

  • da un lato, alcune semplificazioni e tutele (lavoro durante l’attesa, permessi più lunghi per categorie fragili);
  • dall’altro, nuove restrizioni e proposte politiche che, se approvate in futuro, potrebbero cambiare radicalmente il sistema.

📌 Il nostro consiglio:
restare aggiornati solo tramite fonti ufficiali e diffidare di notizie allarmistiche o non confermate. Su permessodisoggiorno.org continuiamo a monitorare ogni evoluzione normativa, spiegandola in modo chiaro e pratico per chi vive davvero queste difficoltà ogni giorno. CLICCA QUI PER PRENOTARE L’ASSISTENZA O CONSULENZA TELEFONICA O SCRITTA.

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