INTESA TRA ITALIA E TUNISIA: RIUSCIRANNO A RIVOLUZIONARE LA GESTIONE DEI FLUSSI MIGRATORI NEGANDO IL PERMESSO DI SOGGIORNO A CITTADINI DI ALTRI PAESI?

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Nel precedente articolo sul nostro blog, abbiamo delineato la programmazione dei decreti flussi per il triennio 2023-2025. In quell’analisi dettagliata, abbiamo esplorato i settori interessati, le quote stabilite e i paesi autorizzati, fornendo informazioni essenziali per l’ottenimento del nulla osta necessario per richiedere il visto e il permesso di soggiorno, sia per lavoro subordinato che autonomo. In questa occasione, approfondiremo una tappa significativa in questa direzione, ossia l’importante intesa tra Italia e Tunisia.

Intesa tra Italia e Tunisia nella gestione della migrazione - Meloni Giorgia e Kaïs Saïed per la formazione e ingresso di lavoratori fuori decreto flussi
Giorgia Meloni e Kaïs Saïed, presidente della Tunisia

L’intesa Italia-Tunisia: una risorsa fondamentale per il mercato del lavoro?

In data 20 ottobre 2023, è stata sottoscritta un’intesa cruciale tra l’Italia e la Tunisia, volta a agevolare l’ingresso in Italia di una quota annuale di 4.000 lavoratori subordinati tunisini non stagionali. Secondo il governo italiano, questo accordo rappresenta un passo concreto verso la gestione di flussi migratori regolari, controllati e sicuri, fornendo al contempo una risposta alle crescenti esigenze di manodopera del nostro sistema produttivo.

Come lo vediamo più in avanti, l’Italia sta calcolando i suoi interessi economici nel bisogno della manodopera, ma allo stesso tempo non sta risolvendo il problema d’immigrazione sulle coste italiane. Vedremo come questo accordo con la Tunisia soltanto dimentica che ci sono tanti altri stranieri che arrivano in Italia provenendo da altri paesi con diverse storie.

Procedure semplificate e opportunità di soggiorno ampliate

Il memorandum stipula procedure semplificate per il rilascio dei visti e dei permessi di soggiorno, fornendo ai lavoratori la possibilità di rimanere in Italia anche al termine del contratto originario, per tutta la durata di validità del permesso di soggiorno. Questo apre la strada a ulteriori opportunità di impiego e residenza legale.

Progetto pilota e percorso concreto e formazione specializzata in Tunisia e ingresso in Italia

Questo accordo inaugura un percorso tangibile, che si concretizzerà attraverso la firma di un Protocollo di attuazione tra le rispettive strutture specializzate, con l’obiettivo di individuare settori, livelli di competenza e procedure per favorire l’associazione tra domanda e offerta. ANPAL Servizi è stato scelto per la parte italiana per la gestione di questo nuovo progetto.

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Un progetto pilota, promosso dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili e approvato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, prevede la formazione di 40 lavoratori in Tunisia. Questi saranno successivamente autorizzati a entrare in Italia al di fuori delle quote stabilite dal Decreto Flussi. Questa iniziativa pilota apre la strada a un intervento più ampio e strutturato, che prevede la formazione in Tunisia e l’ingresso in Italia di almeno altri 500 lavoratori, con finanziamenti provenienti da risorse europee e in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Nuove prospettive: ascoltare e integrare nell’approccio alla migrazione

Mentre si osserva con interesse l’implementazione dell’intesa tra Italia e Tunisia, è fondamentale ricordare che negare il permesso di soggiorno a cittadini provenienti da altre nazioni non costituisce una soluzione duratura al complesso fenomeno migratorio. Ogni persona che decide di lasciare il proprio paese porta con sé una storia unica, spesso caratterizzata da difficoltà e pericoli. I viaggi rischiosi attraverso terre e mari sono testimonianza di un coraggio straordinario.

In questo contesto, è imperativo considerare un approccio più inclusivo e umano: regolarizzare la posizione di coloro che risiedono da anni in Italia attraverso una sanatoria seria è un passo essenziale. Questo consentirebbe di conoscerli meglio, facilitarne l’integrazione e includerli attivamente nel tessuto socio-economico del Paese.

Serve una visione di coerenza e responsabilità

Mentre si promuovono iniziative di formazione e inserimento lavorativo in paesi come la Tunisia, è cruciale non dimenticare l’importanza di affrontare la situazione degli irregolari già presenti sul territorio italiano. Strutturare una politica che favorisca l’integrazione e la regolarizzazione di migliaia di individui è un segno di coerenza e responsabilità.

L’obiettivo non dovrebbe essere solamente quello di selezionare e formare un gruppo di individui, ma piuttosto di adottare politiche che abbraccino l’intera comunità migrante, riconoscendo il loro valore e le loro potenzialità nel contesto italiano. Questa è la strada verso una gestione migratoria equilibrata, basata su principi di giustizia e inclusione.

Mentre l’accordo tra Italia e Tunisia segna un passo importante, è fondamentale considerare un approccio più ampio e globale alla questione migratoria. Solo attraverso una collaborazione internazionale e una politica mirata di integrazione si potrà costruire un futuro migliore per tutti coloro che cercano opportunità in terre straniere.

Sintesi e analisi realizzate da Gamaliel NIYONSABA, Fondatore di www.permessodisoggiorno.org

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