Articolo letto 1245 volte!
VUOI RIMANERE AGGIORNATO? Iscriviti alla newsletter qui:
Recentemente, una vicenda accaduta nella provincia di Cuneo ha acceso i riflettori sulla condizione degli stranieri in Italia che, a seguito di cambiamenti nella loro situazione personale, si trovano improvvisamente privi di un permesso di soggiorno valido. Una cittadina marocchina di 44 anni, inizialmente regolarmente soggiornante in Italia grazie al matrimonio con un cittadino italiano, si è vista revocare il proprio diritto a restare nel Paese dopo essere rimasta vedova. Come avrebbe dovuto fare per evitare l’espulsione? Lo vediamo subito nei prossimi paragrafi.
La vicenda sul soggiorno e l’espulsione della donna espulsa in provincia di Cuneo
La donna aveva ottenuto un permesso di soggiorno per motivi familiari nel maggio 2023 a seguito del matrimonio con un cittadino italiano residente in provincia di Torino. Tale permesso, inizialmente provvisorio, avrebbe dovuto essere convertito in una carta di soggiorno quinquennale trascorsi sei mesi. Tuttavia, il decesso del coniuge avvenuto prima di tale scadenza ( 5 mesi dopo il matrimonio) ha fatto decadere il suo diritto al soggiorno regolare in Italia, secondo la questura del luogo.
Dopo la morte del marito, la donna ha iniziato a prestare assistenza a un anziano cittadino italiano ultraottantenne residente nella provincia di Cuneo e aveva avviato le procedure per un nuovo matrimonio. Tuttavia, le autorità hanno sospettato che potesse trattarsi di un matrimonio di comodo, finalizzato unicamente all’ottenimento della cittadinanza italiana. Non essendo ancora state pubblicate le notifiche di matrimonio, il Prefetto di Cuneo ha emesso un provvedimento di espulsione, successivamente convalidato dal Giudice di Pace. Il 6 marzo 2025, la donna è stata accompagnata all’aeroporto di Milano-Malpensa e rimpatriata in Marocco. Tutto velocemente.
Bisogna ricrodarsi che siamo in un contesto in cui il governo italiano vuole “svuotare” il paese di tutti gli stranieri senza regolare permesso di soggiorno. In un recente intervista, rispondendo a proposito dei rimpatri di massa che il governo italiano sta facendo, il ministro Matteo Piantedosi ha risposto in questo modo:
“Abbiamo dato una chiara indicazione alle strutture territoriali, dopo averle rafforzate nell’organizzazione e nelle risorse umane e strumentali per ottenere questo obiettivo. L’indicazione è che migranti irregolari con precedenti e pericolosi per la sicurezza dei cittadini vanno rimpatriati. In molti casi ricercandoli se già noti agli uffici, senza attendere nuove occasioni di rintraccio. Questa scelta, che abbiamo dato come vero e proprio obiettivo prioritario, sta dando i suoi frutti: siamo già a un più 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che pure aveva fatto registrare una crescita. Confidiamo di fare ancora di più e meglio. Si tratta di persone pericolose: non so se c’è qualcuno tra i nostri oppositori che possa ritenere giusto che restino in Italia, noi no” Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno
Avevamo parlato di questa nuova politica migratoria in questo video in cui abbiamo dato alcuni numeri, specialmente rispondendo a tutti coloro che ci chiedevano se ci sarà la sanatoria quest’anno:
Come avrebbe potuto evitare il rimpatrio e mantenere il diritto al soggiorno in Italia?
Alla luce della normativa vigente in materia di immigrazione, esistono diverse soluzioni che la donna avrebbe potuto considerare per mantenere un permesso di soggiorno regolare ed evitare l’espulsione.
- Conversione del permesso di soggiorno per motivi familiari in permesso per attesa occupazione o lavoro
-
Secondo il Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. 286/1998), in caso di morte del coniuge, lo straniero titolare di un permesso di soggiorno per motivi familiari potrebbe richiedere la conversione del titolo in un permesso per attesa occupazione (art. 30, comma 5) o in un permesso per lavoro subordinato o autonomo, qualora abbia un contratto di lavoro valido.
-
Se la donna avesse cercato di ottenere un lavoro regolare subito dopo la morte del coniuge, avrebbe potuto richiedere questa conversione per rimanere in Italia legalmente.
-
- Richiesta di un permesso di soggiorno per motivi di protezione speciale o gravi motivi personali
-
Se avesse dimostrato di essere in una condizione di vulnerabilità o di avere legami forti con il territorio italiano, avrebbe potuto valutare la richiesta di un permesso di soggiorno per motivi umanitari (oggi rientrante nella categoria dei permessi per protezione speciale, ai sensi del D.L. 130/2020).
Questo avrebbe potuto essere un’occasione per fare una valutazione delle condizioni in cui stava vivendo in Italia e il motivo per cui ha deciso di lasciare il suo paese di origine.
-
Infine, questa vicenda evidenzia come un cambiamento improvviso nella situazione familiare di uno straniero possa avere conseguenze drastiche sul suo status giuridico. Se la donna avesse richiesto per tempo una conversione del permesso di soggiorno o un’altra forma di protezione legale, avrebbe potuto evitare l’espulsione.
È fondamentale che gli stranieri in Italia, soprattutto quelli in situazioni di precarietà documentale, si informino correttamente sulle possibilità di mantenere il proprio status regolare, evitando così il rischio di rimpatrio forzato. In questo constesto abbiamo attivato il servizio di assistenza e consulenza per trovare la soluzione migliore senza perdere tempo, soldi e permesso di soggiorno fino all’espulsione.
HAI UNA DOMANDA E DESIDERI UNA RISPOSTA IN POCO TEMPO?
Articolo letto 1245 volte!