Discriminati perché senza permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

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Nei recenti anni in Italia ci sono stati tanti bonus destinati a cittadini italiani ed a cittadini extracomunitari con alcuni requisiti. Ma, tanti genitori non hanno potuto accedere ad alcuni bonus perché tra i requisiti per poterli chiedere c’era il possesso del permesso UE di soggiornanti di lungo periodo. Questi bonus sono il bonus bébé e l’assegno di maternità a cui tanti cittadini immigrati non hanno potuto accedere. Finalmente la Consulta, in una sentenza storica del 11 gennaio 2022, si è pronunciata dichiarando incostituzionale limitare questi bonus ai soli titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Vediamolo insieme.

Sentenza della Corte Costituzionale: discriminazione nell'attribuzione dell'assegno mamme, bonus bebè a coloro che non hanno il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Il 12 gennaio 2022, la Corte Costituzionale ha rilasciato un comunicato stampa che aveva questo titolo “BONUS BEBÈ E ASSEGNO DI MATERNITÀ: INCOSTITUZIONALE IL REQUISITO DEL PERMESSO DI LUNGO SOGGIORNO PER GLI STRANIERI“. Questa decisione ha sorpreso l’opinione pubblica che si era abituata a vedere senza reagire contro alcune ingiustizie e dicriminazioni. Per fortuna esistono alcune realtà che si battono giorno e notte per combattere ogni ingiustizia e discriminazione, specialmente nell’applicazione della legge in Italia. Si tratta, per esempio, dell’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) a chi va il notro ringraziamento per l’eccellente lavoro svolto.

In parole povere, la direttiva 2011/98/UE parla della parità di trattamento a tutti gli stranieri che hanno un permesso di soggiorno che consente di lavorare. Ma, questo non è stato rispettato nelle 2 norme che hanno istituito il bonus bebè (articolo 1, comma 125, della legge n. 190/2014 e successive proroghe) e l’assegno di maternità (articolo 74 del dlgs n. 151/2001). Secondo la Corte Costituzionale, queste norme ledono “al principio di eguaglianza e della tutela della maternità perché subordina la concessione dei due assegni agli stranieri extracomunitari alla condizione che siano titolari del permesso per soggiornanti Ue di lungo periodo“.

Ufficio Stampa della Corte costituzionale _ Consulta _ sentenza _ contro la discriminazione di alcune norme che richedeva il permesso di soggiorno UE di lungo periodo per accedere ad alcune indennita e bonus

Grazie alla collaborazione tra la Cassazione che ha sollevato questo problema, la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha dato la sua interpretazione chiara e netta, si è arrivato alla conclusione che la normativa italiana non è compatibile né con l’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE. Infatti, quest’articolo parla di diritto alle prestazioni di sicurezza sociale, mentre quest’incompatibilità si vede anche in altri articoli che parlano della parità di trattamento tra cittadini di Paesi terzi e cittadini degli Stati membri (art. 12, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 2011/98/UE. Questa sentenza mette in evidenza anche la violazione degli articoli 3 e 31 della Costituzione Italiana.

Infine, in attesa che questa sentenza sia depositata e che possiamo vedere bene tutto il suo contenuto, speriamo che nel frattempo vengano prese le misure giuste per la rimozione di queste ingiustizie e dicriminazioni nell’ordinamento italiano e che a tutti coloro che, ingiustamente, non hanno potuto usufruire di questi sussidi o bonus possano avere la possibilità di ricuperarli ed utilizzarli nei loro bisogni quotidiani. Ci torneremo presto.

 

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