GIORGIA MELONI DENUNCIA: MAFIA INFILTRATA NEI FLUSSI MIGRATORI REGOLARI

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Ultimamente abbiamo seguito la procedura del decreto flussi che permette il rilascio del nulla osta per motivo di lavoro subordinato, lavoro subordinato stagionale e la conversione di alcuni tipi di permesso di soggiorno. Nel corso di un intenso Consiglio dei Ministri del 04 giugno 2024, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sollevato preoccupazioni su una questione delicata e allarmante: l’infiltrazione della criminalità organizzata nei flussi migratori regolari. Un tema che, come sottolineato dalla Presidente, si discosta dai consueti traffici irregolari di migranti per evidenziare problematiche interne ai meccanismi legali di immigrazione. Adesso casa succederà ai nulla osta e visti già rilasciati? Cosa farà il governo italiano? Vediamo subito le grandi linee del suo discorso.

Giorgia Meloni denuncia: mafia infiltrata nei flussi migratori regolari – rischi per i nulla osta e permesso di soggiorno per lavorare in Italia

Un contesto di successi e collaborazioni in materia dell’immigrazione

Meloni ha esordito ricordando i successi del governo nel ridurre gli arrivi illegali di migranti del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie a collaborazioni con paesi del Nord Africa, principalmente Tunisia e Libia. Un ulteriore passo avanti sarà costituito dall’incontro del Gruppo di Lavoro misto Italo-Tunisino a Roma, che lavorerà alla stesura di un piano per la definizione di un’area SAR (Search and Rescue) tunisina, per migliorare le operazioni di soccorso e rimpatrio dei migranti verso porti sicuri in Tunisia.

Visita in Albania e i nuovi centri di accoglienza

La Presidente ha annunciato una visita in Albania con il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per verificare lo stato dei nuovi centri di accoglienza e permanenza a Shenjin e Gjader, frutto di un protocollo firmato a novembre con il Primo Ministro Edi Rama.

Il problema dei flussi regolari: infiltrazione della criminalità mafiosa

Il discorso si è poi concentrato sui flussi migratori regolari, che sembrano mascherare un meccanismo di frode e infiltrazioni criminali. Meloni ha illustrato come, dopo l’insediamento del governo, si sia reso necessario definire rapidamente i flussi di ingresso per motivi di lavoro per il 2022 tramite il D.P.C.M. del 29 dicembre 2022 e successivamente per il triennio 2023-2025 con il D.P.C.M. del 27 settembre 2023, in linea con il decreto Cutro. Ne abbiamo parlato anche in questo video:

Dati allarmanti dal monitoraggio sui recenti decreti flussi

Dal monitoraggio emerge che in alcune regioni, come la Campania, il numero di domande di nulla osta al lavoro per extracomunitari durante il “click day” è sproporzionato rispetto ai potenziali datori di lavoro locali. In Campania, ad esempio, nel 2023 sono state registrate 157.000 domande di nulla osta per lavoro stagionale, a fronte di solo il 6% delle imprese agricole italiane presenti in questa regione, rispetto alle 20.000 domande dalla Puglia che ne detiene il 12%.

Ancora più preoccupante è che solo una minima percentuale degli stranieri che hanno ottenuto il visto ha poi effettivamente sottoscritto un contratto di lavoro: meno del 3% in Campania. Questo trend si ripete, anche se in misura minore, in molte altre regioni italiane.

Le infiltrazioni criminali nel decreto flussi

Secondo Meloni, questi dati indicano che i flussi regolari sono usati come canali per l’immigrazione irregolare, con la criminalità organizzata che gestisce le domande dietro il pagamento di somme elevate, fino a 15.000 euro per pratica. La stragrande maggioranza degli stranieri entrati tramite il Decreto Flussi proviene dal Bangladesh, un paese dove sono documentati fenomeni di compravendita di visti per motivi di lavoro.

L’azione del Governo per risolvere il problema delle infiltrazioni mafiose nel decreto flussi

In risposta a questa situazione, Meloni ha presentato un esposto al Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo. Il governo intende intervenire su più fronti per correggere queste storture, con azioni legislative e amministrative:

  1. Verifica delle domande di nulla osta: Rafforzamento del controllo sulle domande e sul meccanismo del click day.
  2. Definizione delle quote: Revisione delle quote di ingresso in relazione alle reali esigenze del mercato del lavoro.
  3. Canali di ingresso speciali: Miglioramento e potenziamento dei canali di ingresso per lavoratori specializzati.
  4. Collaborazione con le associazioni di categoria: Coinvolgimento delle organizzazioni datoriali per una più accurata definizione dei fabbisogni di manodopera e un maggiore controllo sulle domande presentate.

Il Governo promette un futuro di maggiore trasparenza

Meloni ha concluso auspicando piena luce su quanto accaduto negli anni passati, con l’intenzione di coinvolgere le imprese e le associazioni di categoria per responsabilizzare il sistema di immigrazione regolare, seguendo il principio ispiratore della legge “Bossi-Fini”.

L’intervento deciso del Governo mira a eliminare le infiltrazioni criminali, garantendo che l’ingresso in Italia sia riservato a chi ha realmente un contratto di lavoro, ponendo fine a un meccanismo che ha facilitato l’immigrazione irregolare sotto una facciata di legalità.

MA, I PROBLEMI NEI FLUSSI MIGRATORI SONO CAUSATI DALLA MAFIA? GUARDA QUESTO VIDEO:

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