Il problema dell’arrivo degli immigrati crea i muri in Europa

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In questi ultimi anni, l’Europa sta fronteggiando uno dei problemi sociali molto importanti nella storia recente dell’umanità. Si tratta del fenomeno dell’immigrazione dai paesi in guerra e dai paesi distrutti dalla miseria e dalla fame verso l’Europa. Non si tratta dei singoli individui, ma delle famiglie intere che si vedono costrette ad abbandonare le loro terre per cercare la fortuna altrove. Ma, la strada non è sempre liscia: bisogna affrontare delle sfide enormi e rischiare anche la morte tentando di raggiungere l’Europa. 

L’origine del fenomeno migratorio attuale

Ora più che mai, ci troviamo in un momento in cui il numero dei rifugiati sta aumentando giorno dopo giorno in seguito ai numerosi cittadini che sono costretti ad abbandonare la loro patria per salvare la loro vita. Le cause sono tante, ma nella maggior parte dei casi si tratta di cittadini che si trovano nei paesi in guerra. Soltanto per citarne alcuni, ci sono dei paesi che sono  stati davvero distrutti per i interessi di alcune potenze mondiali per garantirsi delle riserve sufficienti in petrolio, pietre preziose e favorire la vendita delle armi.

Tutto viene fatto con il pretesto di portare la democrazia, ma i cittadini non vedono altro che il fuoco delle armi e tutte le conseguenze ivi collegate. In Medio Oriente, abbiamo Siria e Iraq. Dalla caduta del regime di Sadam Hussein nel 2003, le guerre in Iraq non si sono mai fermate, ma hanno sempre cambiato motivo e nome dei combattenti. La lotta al terrorismo si è accentuata dall’attacco alle Torri Gemelli dell’11 Settembre 2001 guidata dalla coalizione delle potenze occidentali non si è fermata fino ad oggi, ma i risultati sono ancora pochissimi, mentre il numero dei profughi e morti innocenti non cessa di aumentare ogni giorno. Ultimante si parla dello Stato Islamico, ISIS, che sta causando milioni di profughi e rifugiati siriani ed iracheni. Tanti di loro stanno cercando rifugio e protezione nei paesi vicini ed in Europa. Altri paesi storici in guerra in Asia sono Pakistan, Afganistan, Yemen, … senza dimenticare anche la guerra che data da secoli tra la Palestina e l’Israele.

Boko Haram e tante guerre contro il terrorismo dello Stato Islamico o ISIS
Chi può fermarsi davanti a queste armi? Chi le vende nei paesi poveri africani ed asiatici?




In Africa, ormai la guerra è diventata una caratteristica di quasi tutti i paesi africani. Negli anni 90, si parlava di guerre nei paesi dell’Africa sub-sahariana, ma negli ultimi anni anche i paesi del Nord Africa sono stati distrutti dalla cosiddetta “Primavera Araba” che ha visto rovesciarsi tanti governi tra cui la sorprendente e triste morte di Mu’ammar Ghedaffi nel mese di ottobre 2011 in Libia. Le guerre non cessano nel Corno d’Africa dove la lotta ad Al Shabaab sta seminando morti e profughi nei paesi come Somalia, Eritrea e Kenya. Spostandoci verso il centro dell’Africa, non si può non menzionare le guerre che ormai hanno causato tante morti e profughi nella Regione dei Grandi Laghi di Africa tra Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Rwanda e Uganda.

Arrivando verso l’Ovest dell’Africa, ci s’imbatte nella sanguinaria guerra contro Boko Haram in Nigeria, Niger, Ciad e Camerun. Non ci si può dimenticare le guerre che stanno rovinando la giovanissima Repubblica del Sud Sudan. Intanto, tanti altri paesi africani non sono per niente risparmiati. Parliamo della guerra nella Repubblica Centrafricana, in Mali, … dove le ribellioni sono contro i governi locali, mentre alcune potenze pretendo di portarci la democrazia. E’ il caso della Francia con le due operazioni in Africa: Opération Sangaris e Opération Barkhane.

Opération Sangaris et opération Barkhane in Repubblica Centrofricana guidate dalla Francia in guerra
French soldiers of the Sangaris Operation come across civilian supporters of the Anti-Balaka Christian militia during a patrol in Bangui on January 25, 2014. The new president of the Central African Republic Catherine Samba Panza set to work to choose members of a government capable of ending horrific inter-religious violence and bringing order to the country. AFP PHOTO / ISSOUF SANOGO

Tutti queste guerre, che sia in Asia e in Africa, hanno una caratteristica comune che mi suscita sempre delle domande a cui non trovo delle risposte. Si tratta dell’abbondanza e distribuzione delle armi con tanta facilità senza controllo. Alcune delle domande che mi pongo sono queste: come mai queste guerre proliferano solo in Asia e in Africa? Sapendo che alcuni di questi paesi sono davvero poveri e faticano a nutrire la loro popolazione, come mai quest’abbondanza delle armi? Visto che tanti di questi paesi non hanno delle industrie per fabbricare queste armi, chi c’è dietro questa vendita o distribuzione? Dov’è l’ONU? L’unica risposta che trovo è anche una domanda: gli interessi economici e politici delle potenze forti sono davvero superiori alla vita dei poveri cittadini dei paesi africani e asiatici?

La reazione dei paesi europei al fenomeno d’immigrazione

Non si può parlare di questo fenomeno d’immigrazione senza evocare i viaggi di speranza nel Mediterraneo che stanno causando tante morti di esseri umani di ogni età nel tentativo di raggiungere l’Europa. Alcuni muoiono nell’acqua, gli altri sui barconi stessi. Intanto, i governi europei cercano di proteggere le loro frontiere per evitare gli arrivi.

Il Trattato di Dublino prevede che spetta al primo paese in cui arriva un immigrato registrarlo e valutare se ha diritto al permesso di soggiorno o no. A causa di questo trattato, alcuni paesi europei si ritrovano con un numero davvero elevato dei migranti che non possono ufficialmente e legalmente raggiungere gli altri paesi dove vorrebbero andare, ma raggiungere alcuni famigliari che ci vivono da anni. E’ il caso dell’Italia che è costretta a trattenere gli immigrati che vorrebbero raggiungere i paesi del Nord Europa come la Germania, Austria, Svezia, Norvegia,

Mentre alcuni paesi come la Germania stanno cercando di attuare le politiche giuste per favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati, gli altri paesi stanno addirittura costruendo dei muri per evitare ogni possibile ingresso degli immigrati. E’ il caso della Spagna che ha costruito le ormai famose Barriere di separazione di Ceuta e Melilla, cioè Valla de Ceuta y Melilla in spagnolo. Attualmente anche alcuni paesi dell’Europa dell’Est stanno alzando i muri per evitare ogni passaggio degli immigrati verso l’Europa Centrale. E’ il caso dell’Ungheria che vediamo in questo video Euronews e la Bulgaria che invia i blindati alla frontiera con Macedonia, mentre l’Inghilterra sta valutando anche di condannare che ci vive senza regolare permesso di soggiorno con una pena di carcere. Intanto i disperati a maggioranza siriana cercano di attraversare a tutti i costi per salvarsi la vita:

 

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 Visto che il problema  di questo arrivo degli immigrati è causato dalle diverse guerre attualmente accese nel mondo, la soluzione non sarà altra che la cessazione di aiutare ogni governo o gruppo di ribellione nella compravendita delle armi. Non è sufficiente dire “Basta invasione“, mentre dall’altra parte si firma dei contratti per la vendita delle armi. Non è sufficiente dire “aiutiamoli a casa loro“, mentre qualcuno altro li sta sparando addosso con le armi fatte in casa nostra. Chi produce queste armi, dovrebbe assumersi anche tutte le responsabilità sociali che producono, anche se niente può valere la vita d’un essere umano, bianco o nero, europeo o non europeo, cristiano o musulmano. Finché la vita di ogni essere umano non sarà rispettata, ci saranno delle guerre che producono i fenomeni come la perdite di vite umane, l’immigrazione incontrollabile e la perdita dei beni materiali. Basta egoismo dei ricchi a discapito della vita dei poveri.

Gamaliel NIYONSABA, permessodisoggiorno.org

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