Coronavirus: morto uno dei bravi coordinatori delle attività dello Sportello Immigrazione. Chi era Dante Albini?

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In questi giorni l’Italia sta perdendo tanti dei suoi figli a causa della pandemia di coronavirus di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti e le cui conseguenze hanno spinto il governo a decidere di rinviare i rinnovi dei permessi di soggiorno appena scaduto o in scadenza. Uno di questi figli della Nazione era il coordinatore delle attività economico-finanziarie presso l’Ufficio Immigrazione della prefettura di Napoli, una delle prefetture più importanti d’Italia. Si chiamava Dante Albini ed era molto stimato da tantissimi stranieri che hanno avuto la fortuna di conoscerlo durante i suoi tanti anni al loro servizio. Chi era veramente Dante Albini? Cosa dicono le persone che lo hanno conosciuto? 

Dante Albini era funzionario della prefettura di Napoli ed era coordinatore delle attività dello Sportello Immigrazione di Napoli ed è morto a causa del coronavirus o covid 19
Dante Albini, uno dei morti a causa del coronavirus

Chi era veramente Dante Albini presso la questura di Napoli?

Dante Albini era funzionario economico-finanziario della prefettura di Napoli ed era coordinatore delle attività economiche dell’Ufficio Immigrazione di Napoli. Era un funzionario con tanta esperienza nel suo settore. Ha Lavorato in tante sanatorie e regolarizzazioni degli stranieri nei vari decreti flussi del 2002, 2006 e 2012, anno dell’ultima sanatoria fino adesso. Ha anche lavorato nelle procedure di ricongiungimento familiare e tante altre attività in collaborazione con la Procura di Napoli. Questi sono solo alcuni incarichi che ha ricoperto in diversi servizi della Prefettura di Napoli dove era stato assunto nel 1985.

Secondo il giornale Il Mattino di Napoli, due settimane prima della morte, Dante Albini ha avuto i primi sintomi, cioè la febbre e la tosse. Si è recato all’ospedale Cotugno di Napoli dove gli hanno rimandato a casa prescrivendogli di prendere la tachipirina per curarsi. Nessun tampone è stato fatto per vedere se avesse il coronavirus.

Intanto, a casa le sue condizioni di saluti hanno peggiorato ed è stato ricoverato in ospedale dove hanno subito fatto il tampone scoprendo che aveva contratto il covid-19 che gli ha causato la polmonite acuta. Nonostante gli sforzi del reparto di terapia intensiva, Dante Albini è deceduto il 26 marzo 2020, giorno del suo compleanno, a 65 anni. Lascia due figli, Fabrizio e Marco anche loro tifosi del Napoli come il padre. A loro famiglia vanno sentite condoglianze da parte degli immigrati che lo hanno conosciuto come una brava persona carismatica nel suo  lavoro presso la prefettura di Napoli.

Cosa dicono le persone che hanno conosciuto Dante Albini presso lo Sportello Immigrazione

Le persone che hanno lavorato presso la questura di Napoli parlano di Dante Albini come una persona che faceva il suo lavoro non solo come un funzionario nominato dal Ministero dell’Interno, ma anche come un vero servitore attento per facilitare le procedure degli stranieri nella loro richiesta di permesso di soggiorno. Era attento ai dettagli che potevano portare al rifiuto di tutta la richiesta da parte della questura. Ristorava la dignità agli stranieri. Una delle persone che lo hanno conosciuto direttamente è l’Avvocato Hilarry Sedu, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Napoli che si occupa dell’immigrazione ed è uno dei promotori della campagna per lo Ius Culturae nel tentativo di riconoscere la cittadinanza italiana anche alle seconde generazioni. Ha rilasciato questa testimonianza:

Ho appreso, con profonda tristezza, la morte di un mio amico dovuta a coronavirus. Lavorava nella prefettura di Napoli (ufficio immigrazione). Sapete, ho visto tanti dipendenti della pubblica amministrazione – quelli che hanno a che fare con gli stranieri – vivere il loro lavoro con la pesantezza della fatica. Interagire con questi immigrati che bisbigliano quell’italiano stropicciato in bocca come fosse una chewing-gum usurato, ai quali devono ripetere dieci volte le stesse cose perché fanno cenno con la testa di aver capito ma poi comunque sbagliano l’integrazione dei documenti e, pertanto vengono mandati a quel paese bestemmiando i santi che li hanno portati fin qui in Italia.




Dante Albini ristorava la dignità agli stranieri secondo la testimonianza dell’Avvocato Hilarry Sedu:

Il mio Amico Dante era diverso, ne sono testimone. Da avvocato mi sono interfacciato tantissime volte col suo ufficio e gli ho visto ristorare, in tantissime occasioni, la dignità agli stranieri che si affidavano al suo ufficio per varie ragioni. Da chi chiedeva il ricongiungimento familiare, perché volesse risentire il calore di casa, fino a chi è stato sfruttato e privato dell’amor proprio lavorando a nero e chiedeva di emergere dalla clandestinità.

Per Dante, i nomi degli stranieri sono complicati, difficili da scrivere, ma per questo sono importanti nelle loro pratiche per favorire la loro integrazione in Italia. Ecco cosa scrive l’Avvocato Hilarry Sedu:

Dante teneva tantissimo ad essere preciso coi nomi degli stranieri, specialmente degli srilankesi che hanno quei nomi lunghissimi e quasi impronunziabili, sapeva che lo sbaglio di una sola lettera avrebbe condannato lo straniero al girone infernale che è la burocrazia italiana. Mi sconforta l’idea di non vederlo più, o forse mi sconforta l’idea che la morte può essere dietro l’angolo di casa per ognuno di noi.

Nei loro commenti a questa triste notizia, Lorenzo de Michele, assistente informatico presso il Ministero dell’Interno dice: “abbiamo perso non solo un collega ma credimi un fratello unico”. Irène Dell’Aversana Scrive: “L’ho conosciuto nel 2006, ho fatto uno stage nella prefettura subito dopo la laurea. Nel caos che regnava lì nell’ufficio immigrazione, lui era sempre efficiente e pronto ad aiutare tutti. Ricordo bene il grosso lavoro di archiviazione dei nomi degli immigrati in database e mi ha fatto sorridere sentirti ricordare la questione srilankese perché in effetti c’erano centinaia di persone con nomi impronunciabili, e lui che ci diceva ne sentirete di nomi strani. I più strani di tutti saranno gli srilankesi, mi raccomando non sbagliate a scrivere Warnakulasuriya!”

Infine, concludiamo con il messaggio di Maria Santoro: Per le persone che hanno vissuto con dignità e onestà la propria esistenza, le Porte del Paradiso si spalancano. Possa ora godere della Luce di Cristo. R.I.P.

 

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